Monthly Archives: June 2009

ma poi ho camminato tanto

e fuori, c’era un grande sole, che non ho piu pensato a tutte queste cose.

(from)

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breakfast in the sky with diamonds

prendere il treno prima apposta per potersi svegliare a parma, fare colazione e poi prendere la coincidenza. Non so, mi piaceva l’idea di fare colazione a Parma. Un anno dopo era diventato prendere l’aereo presto e fare colazione a Stansted, e li’ cambiare. Ancora piu prossimo diventava fare colazione in stazione centrale a Milano, o appena arrivata a Linate, prima del treno. L’unica cosa uguale, che alla fine poi arrivavo a casa piu o meno per pranzo.

Picture yourself on a train in a station
With plasticine porters with looking glass ties
Suddenly someone is there at the turnstyle
The girl with the kaleidoscope eyes

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altre cose che avevo rimosso

la domenica mattina svegliata due volte al telefono per gli auguri dell’onomastico. me l’ero dimenticata, che era il mio onomastico, a vedere quel numero di telefono cosi presto di mattino mi sono venuti su altri traumi che mi ha preso paura a rispondere.

festeggiato con un caffe doppio, tra le altre cose.

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“I’ll think about it” (quote)

perchè un suono è speranza/ma quest’uomo la nega

e appigliandosi invano a un amore pensato [annega]

(from)

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noi non ci capiamo, episodio III

“Per esempio torno a casa tutto contento con un CD nuovo, John Mayall, jazz blues fusion. Lo metto su e mi dico Senti questa musica come vien dentro bene, nella mia vita. E comincio a muovermi e non posso evitarlo, sto quasi ballando. E più va avanti il disco, più dico Sì, sì, proprio così… Sbuca Bassotuba dalla cucina, dice Bellissimo. Puoi abbassare un pochino?”

(from)

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non mi somiglia per niente

non mi somiglia per niente, cap. 1: la setta dei fan di de andre’.

[semiotica di “non mi somiglia per niente”, qui.]

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chouchou tu joues?

delle volte, quando parlo in francese, mi vengono su dei traumi universitari evidentemente ancora non li ho rimossi. Il peggiore di tutti, o forse a parimerito con un altro ma poi e’ un altro dicorso, e’ fonetica francese I, dovevamo ripetere questa frase poi scriverla con l’alfabeto fonetico.

l’alfabeto fonetico, invece, inspiegabilmente, traumi profondi direi di no. perche alla fine te quando trascrivi la frase fonetica, e’ un patto segreto tra te e la lingua, come dire: io a te ti ho capito, finalmente, e ora ci liberiamo di tutti quegli altri segni inutili, le vocali, le consonanti, via, via, guardiamoci in faccia io e te.

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